MESOTERAPIA E CELLULITE

La lipodistrofia localizzata, più nota con il termine improprio di “cellulite”, associata a piccola insufficienza venosa del circolo superficiale degli arti inferiori, costituisce una patologia particolarmente diffusa soprattutto nel sesso femminile.

Spesso considerata solo un inestesismo cutaneo, è, invece, una vera e propria malattia del connettivo sottocutaneo, molto fastidiosa, spesso dolorosa, che investe anche la sfera psicologica di chi ne è affetto. La terapia di elezione per questa patologia è la biomesoterapia, tecnica che, con l’iniezione locale e in punti specifici, di farmaci omotossicologici, consente di ottenere ottimi risultati, ripristinando il circolo venoso e migliorando notevolmente l’aspetto estetico.

Il termine “cellulite”, anche se comunemente usato,è inappropriato, in quanto non ci troviamo di fronte a una malattia infiammatoria, come potrebbe far pensare la presenza di edema e talvolta di dolore; anzi la zona cellulitica è ipotermica, biancocianotica e gli studi istologici dimostrano l’assenza di reazione cellulare infiammatoria.

Il primum movens di questo inestetismo consiste in un’alterazione degli scambi vasculo-tissutali, per abnorme aumento della permeabilità della parete dei capillari che determina trasudazione plasmatica con conseguente edema interstiziale e sovraccarico delle vie linfatiche. Alla stasi venosa e all’edema segue la risposta mesenchimale con componente fibrosclerotica e ipertrofica degli adipociti che, riuniti in numero di 30-100 e incapsulati dalle fibre connettivali, danno luogo alla formazione di micro e macro noduli evidenti anche alla palpazione. Questi, inglobando vasi sanguigni e linfatici, aggravano la stasi e l’edema e, comprimendo terminazioni nervose,provocano dolenzia della zona interessata. Inoltre gli adipociti risentono delle variazioni del flusso ematico e rispondono alla stasi venosa del tessuto cellulitico con un aumento di volume.

LE CAUSE

Per quanto riguarda le cause della cellulite, queste vanno ricercate in vari fattori che predispongono alla sua insorgenza quali: assetto circolatorio, conformità del bacino, aumento degli estrogeni con ritezione idrica, ipotiroidismo con rallentamento del metabolismo e altri, considerati fattori scatenanti, come: disordini alimentari, turbe digestive, stipsi, turbe del circolo refluo, abitudini di vita. Abbiamo tre forme di cellulite: compatta, edematosa e molle.

La cellulite compatta è dura, si presenta granulare alla palpazione, è aderente al piano profondo, non si modifica con la posizione e può essere dolorosa al tatto. Si riscontra più frequentemente in giovani donne con muscolatura tonica e non in sovrappeso. Le sedi preferenziali sono i glutei, la faccia laterale delle cosce e la parte interna del ginocchio.

La cellulite edematosa ha consistenza pastosa, è molto dolorosa al tatto e spontaneamente. E’ accompagnata da segni di insufficienza della circolazione venosa e linfatica degli arti inferiori quali: edema, varici, capillari ectasici, senso di pesantezza alle gambe e stancabilità. E’ diffusa in tutto l’arto, ma predilige il polpaccio e la caviglia. La cellulite molle è un tessuto spongioso, mobile con i cambiamenti di posizioni, raramente dolorosa. E’ più frequente nelle donne sopra i 40 anni, nelle obese con muscolatura atonica e può essere l’evoluzione della fase compatta.

PER SAPERNE DI PIÙ…

Start typing and press Enter to search